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Impianti elettrici irregolari: rischi e sanzioni

Impianti elettrici irregolari: rischi e sanzioni

In Italia, la legge 46/1990 ha per la prima volta imposto l’obbligo di regolamentazione degli impianti elettrici installati prima di quell’anno. Il nostro Paese infatti è particolarmente colpito dal problema degli impianti elettrici non a norma, e questo porta a rischi e numerosi incidenti, oltre al pericolo di andare incontro a pesanti sanzioni.

Che cosa accade quindi con tutti quegli impianti elettrici installati prima del 1990? Si tratta di impianti ormai considerati obsoleti, realizzati per soddisfare le esigenze che potevano esserci in passato per quanto riguarda l’elettricità domestica. Oggi le cose sono cambiate. Le nostre case sono sempre più piene di apparecchi elettrici, di prolunghe che ospitano a volte 5 o 6 dispositivi insieme, e non si trova mai una presa di corrente libera. Tutto ciò potrebbe portare ad un sovraccarico, perché i vecchi impianti spesso non riescono a reggere la capacità di corrente di cui abbiamo bisogno.

Nuovi e vecchi impianti: DiCo e DiRi

Nel caso di impianti di nuova realizzazione, i tecnici sono obbligati a compilare e consegnare al proprietario la DiCo (Dichiarazione di Conformità). Si tratta di un documento che attesta che tutto il procedimento è stato eseguito secondo le regole che impone la legge, e quindi l’impianto è sicuro e non creerà pericoli. Può essere rilasciato solamente da tecnici professionisti dotati dell’abilitazione.

Se però, ad esempio, il mio impianto è stato installato negli anni ’60, è molto improbabile che questo riesca a reggere le esigenze delle abitudini moderne, per cui andrà revisionato e regolamentato. Qui però la DiCo non potrà essere rilasciata, e si dovrà procedere diversamente. Qui infatti entrerà in gioco la DiRi (Dichiarazione di Rispondenza), anch’essa dovrà essere redatta solo da tecnici abilitati. Prima di rilasciare questo documento ovviamente, il professionista dovrà sistemare le parti dell’impianto vecchio che non risultano essere a norma e che potrebbero essere pericolose. La DiRi, in questi casi, andrà a sostituire la DiCo, e quindi assicurerà la sicurezza dell’impianto. Può essere redatta solo per gli impianti elettrici installati prima del 27 marzo 2008.

Impianto elettrico irregolare: rischi e sanzioni

Bisogna chiarire che, ovviamente il proprietario dell’impianto, se si dovesse accorgere che qualcosa non va, dovrà tempestivamente contattare una ditta specializzata. Le persone che abitano nella casa però, spesso non hanno alcuna idea di come funzioni un impianto e non sono in grado di dire se sia pericoloso oppure no. È proprio per questo motivo infatti che esistono i tecnici professionisti, ed è solamente a loro che bisogna affidarsi.

Nel caso infatti in cui venisse trovato un impianto elettrico non a norma, non sarebbe il proprietario di casa a rischiare delle sanzioni, ma proprio il tecnico che ha installato tutti gli apparecchi. Le persone che abitano nella casa infatti, starebbero rischiando costantemente la vita, spesso senza neanche saperlo. Per questo motivo è necessario rivolgersi solo a dei professionisti.

L’installatore di un impianto elettrico non a norma secondo le regole legislative rischia una multa:

Da 100 a 1.000 euro, nel caso siano stati violati i termini obbligatori della Dichiarazione di Conformità dell’impianto;

Da 1.000 a 10.000 euro, nel caso in cui non sia stato rispettato uno qualsiasi dei termini obbligatori descritti dalla Legge 37/2008.

Ovviamente maggiore sarà la gravità dell’illecito, più crescerà l’importo da pagare. Inoltre, dopo la terza volta che si riscontrano irregolarità da parte dello stesso tecnico (o ditta), c’è il rischio che questo riceva una sospensione temporanea dell’iscrizione all’albo.